STORIA

Secondo una leggenda locale il nome della Città di
Serradifalco
deriva dal fatto che nelle alture rocciose
circostanti un tempo nidificava abbondantemente il
falco. La leggenda narra di un falcone che nidificava
sulla rupe e ghermiva i piccoli pulcini dei contadini che
abitavano nelle vicinanze. Con la morte del falco
avvenuta per mano di un contadino rimase il nome
"Serra del Falco".

A ridosso del centro abitato, in una depressione carsica, si estende il Lago Soprano, riserva naturale ricca di specie animali e vegetali caratteristiche delle zone umide. Le campagne circostanti al centro abitato sono ricche di uliveti e vigneti. Queste zone un tempo erano prevalentemente coltivate a seminativo, mandorleto e uliveto, mentre in seguito vennero impiantati in maniera massiccia i vigneti, che contribuirono a modificare sensibilmente il paesaggio. Nel periodo che precede la vendemmia i vigneti vengono ricoperti con opportuni teli protettivi di plastica che nelle giornate assolate, riflettendo la luce, danno a chi li osserva da lontano l'impressione di tanti laghetti vicini di forma rettangolare.

Fondata nel 1640 da Leonardo Lo Faso Pietrasanta, Serradifalco è ricca di capolavori artistici e architettonici.
La licenza di fondazione di Serradifalco porta la data 6 dicembre 1640. Tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo sorsero in Sicilia più di cento nuovi comuni. In tale contesto a Maria Ventimiglia, madre di Francesco Graffeo, venne concessa la “Licentia Populandi” per formare il Feudo di Serradifalco: un nuovo paese. I lavori di urbanizzazione ebbero inizio solo nel 1653 dopo che Leonardo Lo Faso acquistò il Feudo ancora “Raso”.

La famiglia Lo Faso, che si fregiò del titolo di Duca di Serradifalco, tenne il Feudo fino all’abolizione della feudalità in Sicilia nel 1812. Lungo la strada che porta dalla stazione ferroviaria al paese, attiguo al secondo ponte, a destra, si nota un avvallamento di terreno accanto al quale si innalza una collina sulla quale vi è una rupe chiamata da tempo remoto "Serra del Falco".

Lo sviluppo del paese fu costante: dalle 457 anime che si contavano all’atto della fondazione si arrivò fino ai 10.316 abitanti nel 1901. L’incremento demografico fu dovuto alla presenza di diverse zolfare nel territorio del Comune. L’estrazione dello zolfo trasformò un’economia essenzialmente agricola in mineraria.

Il paese si trova a 20 chilometri dal capoluogo Caltanissetta e attualmente conta 6.700 abitanti.
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