Territorio
Centro industriale e minerario della regione collinare tra il fiume Platano e il fiume Salso alle falde nordoccidentali della Serra Cusatino (643 m).
L'abitato è posto sul ciglio di una cavità carsica occupata dal temporaneo "lago Soprano" di Serradifalco detto anche "lago Cuba". Le campagne circostanti al centro abitato sono ricche di uliveti, mandorleti, ficheti e vigneti.
Serradifalco dista 22 Km da Caltanissetta, 50 Km da Agrigento, 63 Km da Enna, 251 Km da Messina, 141 Km da Palermo, 148 Km da Catania, 160 Km da Ragusa, 223 Km da Trapani e 241 Km da Siracusa.
Cenni storici
Secondo una leggenda locale il nome della cittadina Serradifalco deriva dal fatto che nelle alture rocciose circostanti un tempo nidificavano numerosi falchi, il nome trae origini proprio da una di queste rupi, poco distante dall'attuale centro abitato, da sempre denominata "la Serra del falcone", con il tempo il feudo assunse il nome di Serra del Falco per poi diventare Serradifalco.
La Serra del Falco
Il feudo di Serradifalco si trova iscritto sin dal secolo XIV nella Contea di Caltenissetta, le terre della Serra del Falcone erano proprietà di Berengario Angileri che le ricevette per dono da Pietro I d'Aragona.
Nel 1493 il primo conte Giovanni Tommaso Moncada lo vendette a Niccolò Barresi di Pietraperzia in seguito Serradifalco appartenne ad Antonio Rizzono, a Raimondo Moncada, a Giovanni Luigi Settimo, ad Antonio La Rocca e a Francesco Graffeo che fu nominato barone di Serradifalco a seguito della licenza di popolare "jus populandi" concessa al barone dall'ufficio del protonotaro del regno il 6 Dicembre 1640; governatore del Regno in quell'anno era Mons. Pietro Corsetto vescovo di Cefalù. A causa della giovane età del barone Francesco Graffeo a rappresentare i suoi interessi era sua nonna donna Maria Ventimiglia e Sarzana alla quale la licenza di popolare concedeva la facoltà di riunire una nuova popolazione e costruire nuove abitazione nonchè l'utilizzo, in esclusiva, di tutte le risorse naturali del feudo.
Dopo 35 anni di signoria dei Graffeo il 15 maggio 1652 il feudo ed il titolo di barone di Serradifalco vengono venduti al palermitano Leonardo Lo Faso che diventa primo barone di casa Lo Faso, si deve a lui il vero e proprio sviluppo economico e demografico del comune di Serradifalco. La famiglia Lo Faso non era di origine siciliana ma lombarda; il primo Lo Faso a giungere in Sicilia fu Antonio che nel 1243 fu nominato da Federico II governatore di Caltanissetta.
Chiese e monumenti
La chiesa Madre dedicata a San Leonardo di Noblac o Abate venne edificata nel 1740, la facciata è a due ordini con spazi spartiti da fasci di paraste con capitelli compositi; nel fastigio timpano triangolare al centro e loggette campanarie arretrate ai lati.
Negli anni l'edificio ha subito diversi restauri, gli ultimi lavori interni si sono conclusi nel 2006 e hanno visto lo spostamento dell'altare centrale e il rifacimento della pavimentazione. All'interno della chiesa Madre sono sepolte le spoglie di Francesco Leonardo Lofaso, duca di Serradifalco ed erede del primo fondatore del paese e di Padre Felice Migliore, mercedario morto in odore di santità, le spoglie di quest'ultimo sono state traslate da Roma a Serradifalco a seguito del vivo interessamento del Prof. Leonardo Panvini, insegnante ed emerito conoscitore della storia del paese.
La Chiesa dell'Immacolata Concezione è una costruzione della seconda metà del 1700, la semplice facciata è ravvivata dagli stucchi che ornano il portale e la sovrastante finestra, la Chiesa è stata recentemente restaurata sia all'interno che all'esterno.
Seguono la Chiesa del Collegio di Maria, la Chiesa del Carmelo, la Chiesa della Santa Croce, la Chiesa di San Francesco di Paola sorta nei primi anni del XVII Secolo (prima Madrice del paese), la Chiesa di San Giuseppe edificata nel XIX secolo e la Chiesa del Calvario che sorge sull'omonima altura dalla quale si può ammirare tutto l'abitato e la campagna circostante.
Feste
Il Santo Patrono di Serradifalco è San Leonardo di Noblac o Abate la cui festa si celebra la seconda domenica di Agosto (si dovrebbe festeggiare la terza domenica di agosto secondo il prof. Salvatore Galletti), alla messa solenne celebrata presso la Chiesa Madre segue la processione tra le vie del paese.
Compatrona del paese è la Madonna Addolorata, protettrice dei minatori serradifalchesi, la festa si celebra la terza domenica di Settembre.
Altra festa che coinvolge tutta la comunità di Serradifalco è quella in onore di San Giuseppe Artigiano che si celebra la terza domenica di Maggio. La festa si svolge di fronte la Chiesa di San Giuseppe dove viene allestita su di un palco una abbondante mensa detta "la tavulata di San Gise", alla tavola siedono la Madonna, San Giuseppe e il Bambinello Gesù che generalmente viene scelto tra i figli degli artigiani e che ha il compito di benedire la tavola.
Economia
Fino al 1967 è rimasta in funzione la miniera Stincone della Montecatini-Edison chiusa per esaurimento del giacimento di sali potassici. Ciò ha ricondotto l'economia del paese ad attività prevalentemente agricole (mandorle, cereali, legumi e olive) e all'allevamento del bestiame.
Sul territorio sono presenti anche piccole e medie industrie. Serradifalco, inoltre, si ritrova una vocazione culinaria innata e una gastronomia rinomata e apprezzata tanto che il settore della ristorazione locale gode di ottima salute e di ottimi prodotti tipici locali come formaggi, ricotta, mandorle e gli invidiatissimi pistacchi. Grande successo hanno avuto le sagre della salsiccia, della stigliola, della pizza e le fiere dei prodotti tipici e dell'agroalimentare.